Il progetto riconosce il ruolo strategico della maricoltura e della molluschicoltura per la crescita dell’economia e per le prospettive di occupazione, e vuole proporre un uso sostenibile del mare, una condivisione di competenze e infrastrutture tra i settori economici.
Attualmente nel Compartimento Marittimo di Venezia le aree dedicate all’acquacoltura sono quasi tutte localizzate davanti l’isola di Pellestrina e davanti il litorale di Cavallino Treporti ad una distanza inferiore alle 3 miglia da costa, quest’area rappresenta una delle più intense come attività da pesca, ma anche come traffico marittimo e lavori di manutenzione della linea di costa.
L’identificazione di aree idonee per l’acquacoltura esterne alla fascia delle 3 miglia presenta aspetti positivi e negativi. Tra gli aspetti positivi:
- maggiore disponibilità di spazi non a ridosso della costa e quindi potenzialmente più soggetti alle problematiche derivanti dagli apporti fluviali;
- maggiori profondità che consento di utilizzare nelle mitilicolture diverse tecniche e di proteggere il prodotto agendo sulla profondità delle reste;
- possibilità di sperimentare nuove tecniche di maricoltura per consentire una diversificazione rispetto alla monocoltura del mitile.
Tra gli aspetti negativi invece vi sono:
- potenziali conflitti con pesche “veloci” quali la pesca con rete a strascico o con rapone con il rischio di danneggiamenti alle strutture degli impianti e rischi per la navigazione;
- maggiore esposizione alle forzanti naturali in caso di eventi meteomarini avversi.