Ca’ Corniani (Caorle), 27 marzo 2025 – È stato presentato oggi, nel suggestivo contesto di Ca’ Corniani, il Masterplan del Vino del Veneto Orientale, una visione condivisa e innovativa che pone al centro il settore vitivinicolo come leva di sviluppo territoriale, ambientale, economico e culturale.
Promosso dalla Conferenza dei Sindaci del Veneto Orientale – organismo che rappresenta i 22 Comuni dell’area – con il coordinamento del Comune di Pramaggiore e il supporto operativo di VeGAL, IMQeambiente, il Masterplan si configura come uno strumento di pianificazione avanzata, volto a rafforzare l’identità e la competitività del comparto enologico della zona DOC Venezia, con le sue importanti specificità e potenzialità.
Il progetto è sostenuto dalla Legge Regionale n. 16/1993, nell’ambito di un più ampio percorso di pianificazione di area vasta, che ha già visto la realizzazione di masterplan dedicati alle aree produttive, al patrimonio archeologico e al sistema agroalimentare.
Una filiera da valorizzare, un territorio da raccontare
Il Masterplan ha preso avvio da un’approfondita analisi delle destinazioni d’uso del suolo, rilevando una significativa specializzazione viticola: oltre 9.500 ettari vitati su 67.280 complessivi, con picchi superiori al 60% in alcuni Comuni, in un contesto ricco di biodiversità varietale e con la presenza di ben 15 vitigni resistenti (PIWI).
Ampio spazio è stato dato alla valorizzazione del paesaggio vitivinicolo: bonifica, aree anfibie, lagune, grandi fiumi, zone costiere e pianura urbanizzata costituiscono un mosaico paesaggistico unico, spesso richiamato anche nelle etichette dei vini locali. Una corretta gestione di questi paesaggi è ritenuta essenziale per rafforzare l’immagine coordinata del territorio e contrastare fenomeni di consumo e spreco del suolo.
Ambiente e sostenibilità al centro
L’area del Veneto Orientale si distingue per la diffusione dell’agricoltura biologica e l’adozione di protocolli come SQNPI, integrati nel percorso del Bilancio di Sostenibilità. Uno dei risultati più rilevanti del Masterplan è stata l’elaborazione di una proposta regolamentare sull’uso dei prodotti fitosanitari nelle aree frequentate dalla popolazione o da gruppi vulnerabili. Tale proposta favorisce un’applicazione uniforme delle normative, tutelando la salute pubblica e semplificando il lavoro di operatori e controllori.
Governance, marketing e promozione digitale
La strategia prevede la creazione di un sistema di governance che coordini la promozione del vino con le esigenze di produttori e fruitori. È stata inoltre condotta un’indagine SEO che ha evidenziato l’esigenza di rafforzare la presenza digitale, migliorare la comunicazione integrata e potenziare lo storytelling territoriale, anche per attrarre nuovi target come i giovani e i turisti esperienziali.
Azioni per il futuro
Sono state realizzare dodici schede progettuali che rappresentano l’esito concreto del percorso di condivisione e partecipazione, tra cui:
- il rilancio della Strada dei Vini DOC Lison-Pramaggiore;
- la valorizzazione del terroir e del “caranto”, elemento caratterizzante della DOC Venezia;
- la creazione del Parco Agroalimentare del Loncon, un itinerario ciclabile di 28 km tra cantine, siti ambientali e storici;
- la formazione sul Bilancio di Sostenibilità;
- l’attivazione di un Osservatorio Vitivinicolo Territoriale;
- la promozione digitale con percorsi virtuali ed etichette narrative.
Una visione condivisa
“Il Masterplan del Vino – ha dichiarato il Sindaco di Pramaggiore Fausto Pivetta – non è soltanto un piano di settore, ma una vera e propria visione collettiva che valorizza il patrimonio storico, paesaggistico e umano del nostro territorio. Vogliamo coniugare tradizione e innovazione per fare del Veneto Orientale un punto di riferimento per il vino di qualità a livello internazionale”.
Soddisfazione è stata espressa anche dal Presidente della Conferenza dei Sindaci, Alberto Teso, che ha sottolineato l’importanza della sinergia istituzionale, della pianificazione condivisa e delle opportunità di finanziamento attivabili per sostenere concretamente la filiera vitivinicola e il suo indotto.



